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26/06/2026

Accessibility Act: cosa è cambiato dal 2025

Accessibility Act: cosa è cambiato dal 2025

A un anno esatto dall'entrata in vigore del nuovo European Accessibility Act, le aziende fanno i conti con i nuovi standard di inclusione digitale. Il 28 giugno 2025 ha segnato una svolta storica per il mercato privato del nostro paese. Da quella data, l'accessibilità informatica non rappresenta più una scelta etica opzionale per migliorare l'immagine del brand. Essa costituisce un severo obbligo di legge regolato dal Decreto Legislativo numero 82 del 2022.

Questo testo normativo impone requisiti stringenti per eliminare ogni barriera virtuale nei confronti delle persone con disabilità. Molte imprese hanno già adeguato i propri sistemi per evitare pesanti sanzioni finanziarie e reputazionali. Altre realtà stanno invece cercando soluzioni rapide per comprendere se i propri canali rientrino nei parametri della normativa. In questo articolo esploreremo nel dettaglio le caratteristiche della direttiva, scoprendo quali attività sono coinvolte e in che modo ottimizzare i servizi digitali.

Cos’è L’Europan Accessibility Act

L'European Accessibility Act è una direttiva dell'Unione Europea nata per standardizzare le regole sull'inclusione tecnologica nei vari Stati membri. L'obiettivo principale consiste nel garantire la totale fruizione dei beni e dei servizi digitali a tutti i cittadini europei. La legge si rivolge specialmente alle persone con disabilità visive, uditive, motorie, cognitive o con limitazioni dovute all'invecchiamento.

Secondo le stime dell'Unione Europea, circa cento milioni di persone vivono con una forma di disabilità nel continente. Questo significa che un adulto su quattro sperimenta quotidianamente difficoltà nell'interagire con piattaforme online non ottimizzate. Attraverso l’Accessibility Act, l'Europa desidera abbattere le barriere informatiche creando un mercato unico accessibile. In Italia il recepimento è avvenuto estendendo i concetti chiave storicamente legati alla Pubblica Amministrazione. Ora anche il settore privato deve rispettare regole precise per favorire l'autonomia di ogni consumatore. Questa evoluzione legislativa spinge il nostro paese verso una reale parità dei diritti nel mondo virtuale.

A quali prodotti o servizi viene applicata l’European Accessibility Act

Il raggio d'azione dell'European Accessibility Act è vasto e tocca strumenti tecnologici di uso comune. Dal lato dei prodotti hardware, la normativa include i computer, i sistemi operativi e gli smartphone. Rientrano nella classificazione anche i terminali self-service automatici, come i bancomat e le biglietterie self-service. Per quanto riguarda i servizi, la direttiva copre l'intero ecosistema finanziario dei servizi bancari per i consumatori. Sono compresi i servizi di trasporto passeggeri, inclusi i siti web e le applicazioni per prenotare i biglietti. Non mancano i libri elettronici, i software di lettura e i servizi di comunicazione elettronica.

Infine, spiccano i servizi di commercio elettronico, che rappresentano una fetta enorme del mercato digitale odierno. L'European Accessibility Act crea quindi una responsabilità diffusa lungo tutta la catena commerciale del valore. Nessun grande operatore economico può ignorare questi elementi se desidera continuare a vendere i propri prodotti in Europa.

Quando i siti web o app rientrano nell’obbligo dell’European Accessibility Act

Molti imprenditori si domandano se la propria piattaforma online debba rispettare i criteri dell'European Accessibility Act. La risposta dipende principalmente dalla natura economica dell'attività svolta e dalle dimensioni della specifica azienda. La legge si applica a tutte le imprese private che offrono i servizi sopra menzionati.

Sono esentate dall'obbligo solo le microimprese, definite come realtà con meno di dieci dipendenti. Tali piccole attività devono inoltre registrare un fatturato annuo inferiore ai due milioni di euro. Se la tua azienda supera anche solo uno di questi due parametri, l'European Accessibility Act diventa mandatorio. Di conseguenza, se gestisci un e-commerce o un portale di servizi, devi implementare gli standard richiesti.

L'obbligo riguarda tutti i sistemi immessi sul mercato dopo la data del 28 giugno 2025. Gli uffici legali delle aziende devono analizzare con cura questi parametri per evitare brutte sorprese durante i controlli digitali.

Cosa vuol dire rendere accessibile un servizio digitale

Rendere accessibile un canale web significa progettarlo seguendo quattro principi cardine chiamati con l'acronimo POUR. Il servizio deve essere percepibile, consentendo agli utenti di fruire dei contenuti tramite differenti sensi. Ad esempio, i testi devono possedere un contrasto cromatico sufficiente e le immagini richiedono descrizioni alternative.

Il secondo principio riguarda l'operabilità del sistema informatico, che deve funzionare senza l'uso obbligatorio del mouse. L'utente deve poter navigare l'interfaccia interamente da tastiera o sfruttando specifiche tecnologie assistive.

Il terzo principio indica che un servizio conforme all'European Accessibility Act deve risultare comprensibile, con istruzioni chiare e lineari.

Infine, l’ultimo principio prevede che la struttura sia robusta per essere compatibile con i vari browser e lettori di schermo. Ricorda che l'European Accessibility Act richiede pure la pubblicazione di una dichiarazione ufficiale di accessibilità. Questo documento descrive lo stato di conformità del sito e deve essere aggiornato ogni anno.

Cosa si rischia in caso di violazione dei principi di accessibilità

Ignorare i dettami dell'European Accessibility Act espone l'azienda a conseguenze severe sotto il profilo giuridico ed economico. Il Decreto Legislativo 82 del 2022 affida i controlli all'Agenzia per l'Italia Digitale, nota come AgID. Le sanzioni amministrative per il mancato adeguamento possono raggiungere cifre elevate, fino a 40 mila euro per ogni singola violazione.

In caso di reiterazione o mancata collaborazione, la multa può toccare il 5% del fatturato complessivo. L'autorità competente può inoltre disporre la sospensione temporanea del servizio o il ritiro del prodotto dal mercato. Oltre alle sanzioni monetarie indotte dall'European Accessibility Act, esiste un pesante danno legato alla reputazione del marchio. Un sito non inclusivo esclude milioni di potenziali clienti, spingendoli a scegliere la concorrenza virtuosa.

L'adeguamento normativo protegge il business dalle sanzioni e apre le porte a nuove fette di pubblico. Gli imprenditori lungimiranti vedono in questo obbligo una reale opportunità di crescita commerciale.

Perché conviene affidarsi ad AccessiWeb

Evitare i rischi legali descritti richiede competenze tecniche specifiche che difficilmente si trovano all'interno di un normale team aziendale. Per questa ragione, scegliere un partner strategico come AccessiWeb permette di affrontare la transizione verso l'European Accessibility Act in totale serenità.

AccessiWeb si occupa esattamente di questo, offrendo audit tecnici approfonditi per mappare lo stato attuale delle piattaforme digitali. Affidarsi ad AccessiWeb significa ottenere una consulenza basata su azioni concrete, verificando i canali sia con validatori automatici sia tramite test manuali. L'esperienza sul campo e le varie certificazioni ottenute, permettono di rilasciare la dichiarazione di conformità richiesta senza commettere errori formali o tecnici.

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