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29/05/2026

Accessibilità digitale: cosa serve per essere a norma

Accessibilità digitale: cosa serve per essere a norma

Nel panorama digitale odierno, l’accessibilità non è più un concetto astratto o un’opzione dedicata a pochi, ma un pilastro fondamentale della strategia aziendale. Con l'avvicinarsi di scadenze normative cruciali, molte organizzazioni si pongono la stessa domanda: cosa serve realmente per essere a norma? Non si tratta solo di installare un widget o di modificare i colori di un sito. Essere a norma significa intraprendere un percorso documentale e tecnico rigoroso che garantisca a chiunque, indipendentemente dalle proprie abilità fisiche o sensoriali, di fruire dei contenuti online. In questo articolo esploreremo come gestire la conformità su ecosistemi complessi e quali sono i documenti indispensabili per non incorrere in sanzioni.

Come gestire l’accessibilità su più piattaforme

Le aziende e le Pubbliche Amministrazioni moderne raramente comunicano attraverso un solo canale. Spesso gestiscono un vero e proprio ecosistema digitale composto da un sito istituzionale, diversi sottodomini, aree riservate ai clienti (portali B2C) e applicazioni mobile.

Gestire l’accessibilità in un contesto multi-piattaforma richiede una strategia organica. Un errore comune è pensare che, se il sito principale è a norma, lo siano automaticamente anche tutti gli altri asset. In realtà, la normativa italiana (Legge 4/2004, nota come Legge Stanca) e le direttive europee come il Web Accessibility Directive (WAD) e la più recente European Accessibility Act (EAA), parlano chiaro: la conformità deve riguardare ogni singolo punto di contatto digitale.

Se la tua organizzazione gestisce più piattaforme, il primo passo per essere a norma è mappare tutti gli strumenti offerti al pubblico. Ogni sito o app ha una propria struttura di codice, tecnologie differenti (si pensi alla differenza tra un sito in WordPress e un'app nativa iOS) e percorsi utente specifici. Pertanto, la gestione dell'accessibilità deve essere granulare. Non è possibile applicare una documento di accessibilità generico se l'obiettivo è essere a norma su ogni piattaforma, poiché ogni asset deve essere testato singolarmente.

Qual è la differenza tra il modello di valutazione e la Dichiarazione di Accessibilità

Per chi si occupa di conformità digitale, i termini "Modello di Valutazione" e "Dichiarazione di Accessibilità" vengono spesso confusi o usati come sinonimi. Tuttavia, rappresentano due momenti e due scopi totalmente differenti nel processo per essere a norma. Comprendere questa distinzione è il cuore della corretta gestione burocratica e tecnica dell'accessibilità.

Cos’è il Modello di Valutazione

Il Modello di Valutazione è il cuore pulsante dell'analisi tecnica. Si tratta di un documento interno (che deve però essere conservato e reso disponibile in caso di controlli dell'AgID) che contiene l’esito analitico della verifica di accessibilità.

In questo documento vengono analizzati i 50 criteri di successo previsti dalle WCAG 2.1 livello AA. Per ogni criterio, l'esperto deve indicare se il sito è conforme, parzialmente conforme o non conforme, fornendo le prove tecniche di quanto affermato. Il modello di valutazione serve a:

• Fornire una fotografia onesta e granulare dei difetti tecnici

• Archiviare lo storico delle verifiche effettuate

• Servire da base per i programmatori che dovranno correggere gli errori e implementare l'accessibilità tecnica (rimediazione)

Senza un modello di valutazione accurato, qualsiasi pretesa di essere a norma è priva di fondamento tecnico.

Cos’è la Dichiarazione di Accessibilità

La Dichiarazione di Accessibilità è invece l'atto pubblico e formale. Se il Modello di Valutazione è il "dietro le quinte", la dichiarazione è ciò che l'utente vede sulla piattaforma. Si tratta di un documento che ogni soggetto erogatore deve pubblicare online, solitamente tramite un link nel footer, per attestare l'accessibilità del sito (entro il 23 settembre di ogni anno per le PA).

La dichiarazione ha scopi informativi e di trasparenza:

• Informa l'utente sullo stato di conformità del sito (se è "completamente", "parzialmente" o "non conforme")

• Dichiara le alternative: se una parte del sito non è accessibile, l'ente deve spiegare il perché e fornire un'alternativa

• Meccanismo di feedback: è obbligatorio fornire un contatto (email o form) a cui gli utenti con disabilità possono segnalare problemi o richiedere informazioni

Essere trasparenti nella dichiarazione è un requisito essenziale per essere a norma secondo le linee guida AgID.

Perché l’obbligo di valutazione tecnica deve essere dedicato

Uno dei dubbi più frequenti su cosa serva per essere a norma, riguarda la possibilità di redigere un'unica documentazione di accessibilità per tutti i domini di un'azienda. La risposta tecnica e legale è: no! È necessario un approccio dedicato.

Ogni piattaforma digitale vive di vita propria. Un'applicazione mobile ha una navigazione tramite gesti (swipe, tap), funzioni che un sito desktop non ha. Un portale B2C con area riservata, presenta moduli e tabelle dati che il sito vetrina istituzionale potrebbe non avere. Se si tentasse di unire tutto in un unico modello di valutazione, si otterrebbe un documento confuso e, soprattutto, legalmente debole.

Inoltre, AgID sconsiglia vivamente una singola Dichiarazione di Accessibilità per più piattaforme. Il motivo è semplice, se il tuo sito web è perfetto ma la tua app è inaccessibile, una dichiarazione unica costringerebbe a dichiarare l'intero ecosistema come "non conforme". Gestendo, invece, le valutazioni in modo dedicato per ogni asset, puoi dimostrare il progresso su ogni singolo fronte, isolando le criticità e lavorando in modo mirato per far sì che ogni parte della tua infrastruttura sia davvero a norma.

Perché è importante l’audit certificato per l'accessibilità

Molte aziende commettono l'errore di affidarsi esclusivamente a software di validazione automatica. Sebbene questi strumenti siano utili per una prima scansione, non possono sostituire l'occhio di un esperto di accessibilità. Un software non può capire se l'ordine di lettura di una pagina è logico per un non vedente o se un'etichetta di un pulsante è davvero esplicativa nel contesto della navigazione.

Ecco perché l'audit certificato è l'unica via sicura per essere a norma. Un audit professionale prevede:

Test automatici: per trovare errori di sintassi e contrasti colore

Test manuali: l'analisi del DOM (Document Object Model) per verificare la semantica del codice

Test con tecnologie assistive: l'utilizzo reale di screen reader (come NVDA o JAWS) e navigazione da tastiera per simulare l'esperienza dell'utente con disabilità

Affidarsi a professionisti certificati (come i Web Accessibility Expert - WAE secondo la norma UNI 11621-3) protegge l'organizzazione dal rischio di dichiarazioni false, che possono portare a pesanti sanzioni amministrative e danni d'immagine irreparabili.

Perché scegliere AccessiWeb

Affrontare il percorso per rendere l’accessibilità un punto di forza della propria azienda richiede un partner che unisca competenze tecniche e legali. In AccessiWeb, supportiamo le aziende e le PA nel labirinto normativo per garantire che ogni portale o app possa essere a norma in modo rapido ed efficace.

Perché sceglierci?

Esperti certificati: Il nostro team è composto da esperti Web Accessibility Expert certificati UNI 11621-3che conoscono a fondo i criteri WCAG e le linee guida AgID

Supporto completo: non ci limitiamo a consegnarti un report. Ti seguiamo nel tuo percorso di accessibilità, dalla redazione del Modello di Valutazione fino alla pubblicazione della Dichiarazione di Accessibilità, offrendo anche consulenza per la rimediazione del codice

Metodologia rigorosa: utilizziamo i protocolli di test riconosciuti dal W3C, garantendo un'analisi che va oltre la semplice conformità formale per puntare alla reale usabilità per tutti

Formazione: offriamo percorsi formativi per allineare il vostro team di sviluppo e design

Rendere il web un posto più inclusivo è un obbligo di legge, ma è anche un impegno etico verso ogni utente. Un sito accessibile è un sito più veloce, meglio indicizzato dai motori di ricerca e pronto per accogliere tutti gli utenti, senza distinzioni.

Il tuo sito è davvero a norma? Scoprilo prima che sia troppo tardi. Richiedi ora una consulenza gratuita.

(fonte immagine: Freepik) 


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